E così, arrivò il giorno in cui LeBron Jamesmise il naso anche nel calcio. Il Prescelto ha infatti acquisito una quota di minoranza del Fenway Sports Group, la società finanziaria proprietaria dei Boston Red Sox che controlla anche il Liverpool, diventando così uno degli azionisti dei Reds. Di contro, la Fenway è anche partner della società che gestisce l’immagine di James, con la quale il giocatore dei Miami Heat ha firmato un contratto per la completa cessione dei diritti.
L’operazione finanziaria di LeBron (il primo caso in cui un’atleta del suo calibro e al massimo del suo livello agonistico si impegna all’interno di una società calcistica così importante come il Liverpool) conferma da una parte la crescita esponenziale dell’interesse del pubblico statunitense nei confronti del calcio europeo (e in particolare quello inglese) e, dall’altra, il suo desiderio di diversificare i propri interessi per raccogliere una base sempre maggiore di fan: da un lato, infatti, un LeBron azionista del Liverpool porterà nuovi tifosi americani ad appassionarsi alle vicende della squadra di Anfield, dall’altra, però, tanti tifosi di calcio potrebbero interessarsi alla pallacanestro e, in particolare, alla figura del Prescelto.
Certo, tanti detrattori di James avranno gioco facile nell’attaccare il Prescelto, affermando che si concentra su interessi extra-cestistici per distrarre il grande pubblico dalla sua incapacità di vincere un titolo. Ma, come si dice in gergo, un LeBron al Liverpool sembra proprio una strategia win-win. Per entrambi.
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