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giovedì 7 aprile 2011

Notizia del 7/04/2011 Calcio

Imbarazzante gaffe per Daniel Fonseca (nella foto AP/LaPresse), che si esprime con termini poco ortodossi parlando del suo connazionale Edinson Cavani. L'ex calciatore uruguayano è ospite di Alessandro Bonan in uno studio Sky. In realtà non è lo studio principale, ma deve soltanto esserci un collegamento con l'altro studio, dove sta conducendo Stefano De Grandis, con Luca Marchegiani e Stefano Nava insieme a lui.
De Grandis, che sa dell'ospite di Bonan, lancia il collegamento, ma dall'altra parte non se ne accorgono e vanno avanti con il loro discorso. E qui succede il fattaccio. Ecco come si è svolto il dialogo a partire da quando si è aperto il collegamento:
Fonseca: "... fai schifo. E dopo prega Dio!. Macché prega Dio! Fatti perdonare prima. Mi viene l'odio, perché non c'hai bisogno..."
Bonan: "Dimentica l'odio, perché adesso dovendo parlare di Cavani... Non ti posso far parlare di Cavani... Tu inventati una... Che è???"
E a questo punto Bonan si accorge che questo sfogo è andato in onda. De Grandis prova a sdrammatizzare dicendo di pensare che quel "Fai schifo" fosse riferito a lui, mentre Bonan ripiega dicendo di essere lui stesso a fare schifo, perché non ha una bella cera.
Si butta tutto in ridere quindi, ma ormai la frittata è fatta, come si suol dire. Perciò Fonseca è costretto a spiegarsi per rimediare al danno. "Lui sa cosa è successo 5 anni fa - precisa - E' venuto a casa mia con il suo procuratore, poi non si è comportato bene. L'ho trattato come un fratello piccolo e sono stato tradito. Non posso avere stima dell'uomo Cavani che non mi ha mai chiamato per chiedermi scusa. Nel filmato stavo semplicemente dicendo che non volevo parlare di una persona che non stimo. Le mie parole forti forse sono un accumulo di rabbia. Tutto qua. Poi se vince la classifica capocannonieri e trascina il Napoli in Champions non ci sono problemi, io sono contento. Il calciatore non si discute e il mio legame con la città è indissolubile. I miei figli e mia moglie sono napoletani".
La città infatti non ha reagito bene a queste parole, ma a quanto pare il livore di Fonseca è solo ed esclusivamente nei confronti della persona che gli ha fatto un torto.

Notizia del 7/04/2011 Basket

E così, arrivò il giorno in cui LeBron Jamesmise il naso anche nel calcio. Il Prescelto ha infatti acquisito una quota di minoranza del Fenway Sports Group, la società finanziaria proprietaria dei Boston Red Sox che controlla anche il Liverpool, diventando così uno degli azionisti dei Reds. Di contro, la Fenway è anche partner della società che gestisce l’immagine di James, con la quale il giocatore dei Miami Heat ha firmato un contratto per la completa cessione dei diritti.
L’operazione finanziaria di LeBron (il primo caso in cui un’atleta del suo calibro e al massimo del suo livello agonistico si impegna all’interno di una società calcistica così importante come il Liverpool) conferma da una parte la crescita esponenziale dell’interesse del pubblico statunitense nei confronti del calcio europeo (e in particolare quello inglese) e, dall’altra, il suo desiderio di diversificare i propri interessi per raccogliere una base sempre maggiore di fan: da un lato, infatti, un LeBron azionista del Liverpool porterà nuovi tifosi americani ad appassionarsi alle vicende della squadra di Anfield, dall’altra, però, tanti tifosi di calcio potrebbero interessarsi alla pallacanestro e, in particolare, alla figura del Prescelto.
Certo, tanti detrattori di James avranno gioco facile nell’attaccare il Prescelto, affermando che si concentra su interessi extra-cestistici per distrarre il grande pubblico dalla sua incapacità di vincere un titolo. Ma, come si dice in gergo, un LeBron al Liverpool sembra proprio una strategia win-win. Per entrambi.

Notizia del 7/04/2011 La Bce alza il tasso? E io pago

È stato bello finché è durato, ma in fondo lo sapevamo tutti: non poteva durare per sempre. Come aveva già fatto capire nelle scorse settimane, la Banca centrale europea ha alzato il tasso d'interesse dell'Eurozona di 25 punti base nel corso dell'ultima riunione del Consiglio direttivo, che si è tenuta a Francoforte il 7 aprile (vai alla news). Il costo del denaro era fermo al minimo storico dell'1% dal maggio 2009 e non aumentava da quasi tre anni. A pagare il prezzo di questa decisione saranno sicuramente le imprese e i privati cittadini alle prese con le rate del mutuo.
Ad aver spinto la Bce a questa mossa c'è la preoccupazione dell'inflazione nell'Eurozona, che a marzo ha toccato quota 2,6%, mentre l'obiettivo è quello di non permettere mai che superi i due punti percentuali. Del resto questa istituzione "è la banca centrale responsabile della moneta unica europea, l'euro — come si legge sul sito ufficiale — e il suo compito principale consiste nel preservarne il potere di acquisto, mantenendo così la stabilità dei prezzi nell'area dell'euro". In poche parole, Francoforte teme che l'impennata degli ultimi tempi dei pezzi del petrolio e del gas, insieme a quella di diverse materie prime, faccia lievitare il costo del denaro oltre la soglia di sicurezza.
L'ultimo aumento del tasso di riferimento della Bce risale al luglio 2008, cioè a prima del crollo della Lehman e allo scoppio della crisi mondiale, quando era passato dal 4% al 4,25 per cento. Da allora nessuno aveva più pensato seriamente a una stretta monetaria, che ha come obiettivo il calo dell'inflazione ma che può anche avere come "effetto collaterale" una frenata dell'economia. Questa decisione, infatti, comporta nell'immediato una crescita degli interessi che le banche devono pagare alla Bce per avere un prestito e, a cascata, porta all'innalzamento dei tassi interbancari (quelli a cui le banche si prestano il denaro), per arrivare poi a incidere sulle tasche di imprese e cittadini qualunque che hanno bisogno di un finanziamento.
Si tratta quindi di una scelta di politica monetaria da usare con molta prudenza visto che può bloccare in una certa misura la crescita economica di un Paese. Ed è proprio per questo che diversi analisti hanno criticato il governatore Jean-Claude Trichet. Secondo un'analisi apparsa su Forbes nei giorni scorsi, per esempio, "è ancora molto difficile credere che le cose stiano tornando alla normalità in Europa" ed è "ironico" che la Bce abbia preso una simile decisione prima della Banca d'Inghilterra o della Federal Reserve. Nonostante  qualche segnale di ripresa, a preoccupare c'è soprattutto la fragilità di Grecia e Irlanda, che potrebbero richiedere altre masse importanti di denaro pubblico già nei prossimi mesi per evitare di affondare, e l'instabilità del Portogallo, che ha chiesto un aiuto all'Unione europea e che dovrà affrontare nuove elezioni politiche a giugno.
Sembrano discorsi destinati a restare confinati nei circoli specializzati dell'alta finanza, ma tutto questo ha a che fare con le nostre tasche più di quanto si pensi. Da quando gli operatori hanno iniziato a credere in un rialzo del tasso di riferimento, infatti, è iniziato a crescere anche l'indice Euribor, che esprime il tasso con cui le banche si prestano il denaro tra loro e che è usato per aggiornare la stragrande maggioranza dei mutui a tasso variabile. Prendendo un mutuo del valore di 100mila euro e della durata di 20 anni, per esempio, con un aumento di 25 punti base si avrebbe una rata mensile più salata di 18-25 euro (la cifra oscilla in base alla durata residua del prestito). Infine è prevedibile che la crescita dell'Euribor (l'indice a tre mesi oscilla ormai sopra l'1,2%) faccia lievitare presto i tassi sui nuovi mutui.

Notizia del 7/04/2011 Chernobyl

Chernobyl lancia la vacanza alternativa

Nel gennaio di quest'anno il Ministero del governo ucraino ha riaperto le porte della temuta centrale alle visite guidate per informare l'opinione pubblica sulll'importanza della sicurezza

Notizia del 7/04/2011 Scossa Giappone

Tokyo, 7 apr. (Adnkronos) - Nuovo fortissimo terremoto, di magnitudo 7,4, nella prefettura di Miyagi, la stessa devastata dal terremoto e dallo tsunami dell'11 marzo. Anche oggi è stato diffuso l'allarme tsunami nel nord est del Giappone. L'agenzia meteorologica giapponese ha poi ritirato l'allarme.
Non ci sarebbe pericolo tsunami secondo quanto annunciato dall'Agenzia meteo nipponica, che aveva inizialmente lanciato l'allerta tsunami in arrivo venti minuti dopo la mezzanotte, ora locale, e prevedeva possibili onde fino a 20 metri.
Tutte le principali strade della prefettura giapponese di Miyagi sono state chiuse. Lo riferisce l'agenzia Kyodo citando fonti della polizia locale.
Dopo il sisma, nessun dato anomalo è stato registrato presso la centrale nucleare di Fukushima Daini. Lo ha reso noto il gestore, la Tepco, citata dall'agenzia di stampa Kyodo. Nessuna anomalia neanche alla centrale di Fukushima Daiichi, quella più colpita dal terremoto dello scorso undici marzo. I tecnici impegnati a risolvere la crisi hanno già ripreso a lavorare.
Proprio sul fronte dell'emergenza nucleare, è di oggi la notizia che i tecnici della Tepco stanno iniettando azoto nella gabbia di contenimento del reattore 1 per prevenire possibili esplosioni di idrogeno. L'operazione potrebbe estendersi per sei giorni. Si tratta, è stato sottolineato dal portavoce dell'Agenzia per la sicurezza nucleare ed Industriale, Hidehiko Nishiyama, che ha smentito che vi siano "pericoli immediati", di una misura preventiva. Lo stesso portavoce ha anche reso noto che operazioni analoghe verranno effettuate nei reattori 2 e 3.
Intanto, il presidente della Tepco è tornato al lavoro. Lo ha annunciato la compagnia. Il 66enne Masataka Shimuzu era stato ricoverato il 29 marzo dopo avere accusato problemi di pressione alta e giramenti di testa.